Dichiarato lo stato d’emergenza del sito archeologico di Pompei.
Anche se dichiarato in luglio, prima dell’apertura di questo blog, non possiamo non riportare la notiza della decisione presa in seguito allo stato di gravità ed emergenza che uno dei siti archeologici più belli del mondo ha raggiunto.
Dopo anni in cui tutto lo squallore e l’incuria era (ed è) sotto gli occhi dei turisti, il MIBAC - Ministero per i Beni e le Attività Culturali si è svegliato dal torpore e ha dichiarato il 4 luglio lo stato di emergenza.
Qui le ultime dalle due principali testate italiane della carta stampata, il Corriere della Sera e Repubblica.
Aspettiamo commenti e altre segnalazione per seguire il destino del sito campano, patrimonio mondiale dell’UNESCO.
milko@progettopharus.org
2 Responses to “Dichiarato lo stato d’emergenza del sito archeologico di Pompei.”
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E’ la solita vergogna all’italiana, dobbiamo sempre arrivare all’emergenza per poter fare qualcosa, se non si staccano pezzi di muri o cadono a terra rovinandosi irreparabilmente dipinti o mosaici preziosi non si fa nulla…
A volte penso che abbiamo troppo e non ce lo meritiamo…in altri stati, di fronte ad un centesimo del nostro patrimonio, si hanno valorizzazioni decisamente superiori e non stati di abbandono come il nostro-…
speriamo che per Pompei il “Commissario” serva a qualcosa…
Aggiornamento della situazione, ma di più di un mese fa, dal sito del Corriere del Mezzogiorno del 6/08/2008
NAPOLI - Fari puntati sugli scavi di Pompei e sulla loro riqualificazione. Il neo commissario straordinario per l’area archeologica di Pompei, Renato Profili, non ha perso tempo e si è subito messo al lavoro per restituire decoro agli scavi e far si che il flusso turistico torni ai livelli di un tempo. Controllo satellitare sull’intera area degli scavi, riapertura ai visitatori di alcuni siti da tempo chiusi al pubblico, nuovo sistema di illuminazione pubblica da piazza Esedra a Villa dei Misteri. E ancora realizzazione di 20 fontane e di altrettanti bagni forniti di acqua corrente. Queste alcune delle inizitive messe in campo dal commissario. Per quanto riguarda la sorveglianza dal satellite è stato stipulato un accordo con l’Agenzia aerospaziale italiana per l’utilizzo del satellite «Venere» per la videosorveglianza. Nel corso dell’incontro con i sindacati, Profili ha stabilito, inoltre, che vengano aperte al pubblico le case e i monumenti finora negati ai visitatori. Profili - ha riferito il portavoce Luigi Necco - dopo aver sottolineato cha ha la facoltà di precettare il personale, ha ribadito che intende reperire il personale necessario per la sorveglianza dei siti riaperti nell’ambito degli attuali organici. In alternativa, il commissario provvederebbe con l’affidare incarichi a un istituto di vigilanza.
Ma cio che preme al neo commissario non è soltanto garantire la sicurezza all’interno dell’area archeologica. Ciò che è importante per aumentare il flusso di stranieri è l’accoglienza e i servizi offerti per far sì che la passeggiata tra le rovine e i resti dell’antica città romana sia non solo un viaggio nel tempo, ma anche una passeggiata piacevole. Da lunedì i visitatori avranno a disposizione 20 fontanelle dislocate in vari punti all’interno degli scavi, mentre i bagni chimici saranno sostituiti con 20 bagni con acqua corrente. Dal 6 agosto inoltre, dopo dieci anni di chiusura, riaprirà alle funzioni religiose la cappella di San Paolino, nell’area archeologica e saranno ripresi i lavori - fermi da due anni - di sostituzione dei cancelli e del muro di via Plinio. Durante un incontro con i dirigenti scientifici e amministrativi e con il sovrintendente Guzzo, Profili ha sollecitato la celere assegnazione degli appalti relativi al completamento dei lavori. Lavori per cui il ministero ha oggi messo a disposizione del commissariato 40 milioni di euro.
Il sindaco di Pompei - ha reso noto il portavoce - ha assicurato che «raddoppierà» l’illuminazione pubblica da piazza Esedra fino alla Villa dei Misteri. Resta un altro importante problema da risolvere, che è stato evidenziato nel corso dell’incontro con i dirigenti scientifici: la carenza di personale specializzato per la tutela di mosaici e pitture esposti alle intemperie. Per quanto riguarda, infine, l’eventuale utilizzazione dell’esercito per la tutela del sito archeologico, alla quale aveva accennato il prefetto Pansa, Profili ha detto: «faremo quello che riterrà il governo, ma crediamo di poter proteggere Pompei con le nostre forze».