Resti del tempio di Zeus nel molo ovest di Porto Empedocle (AG)

Il molo di Ponente di Porto Empedocle è stato realizzzato con i resti del tempio di Zeus nel XVIII secolo. I grossi blocchi del tempio sono tuttora visibili. Alcuni fuoriescono dall’acqua e presentano ancora interessanti particolari architettonici.
Questo è un dettaglio che non è stato mai menzionato in alcun libro e che l’operatore scientifico di beni culturali Marco Falzone mi ha segnalato nell’estate 2007. A mia volta ho fatto la segnalazione all’archeologo tedesco Hanz Beste dell’Istituto Germanico che recatosi al molo ha potuto confermare.
In occasione del Convegno dedicato alle Giornate Gregoriane tenutosi ad Agrigento nel novembre 2007 è stato chiesto agli archeologi di fama internazionale presenti, tra cui il Prof Mertens, se fosse opportuno apporre un vincolo al porto di Porto Empedocle. Tutti i presenti hanno mostrato incredulità e interesse (nessuno aveva mai visto quei resti). Tutti sono stati d’accordo sull’opportunità di apporre un vincolo e si sono impegnati ad intervenire in merito secondo le proprie competenze.
A oggi non è stato fatto nulla. E’ stata fatta la segnalazione anche al direttore della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, Sebastiano Tusa, ma anche lui se ne é lavate le mani rispondendo che i porti sono di competenza dell’Assessorato territorio e ambiente. Ciò é vero, ma é pure vero che tutto ciò che è archeologia compete all’Assessorato dei Beni Culturali.
Il problema è che l’argomento porto di Porto Empedocle è diventato scottante e tutti (politici, amministratori e studiosi sempre più politicizzati) evitano di trattarlo. Infatti a Porto Empedocle vogliono fare un Rigassificatore e cominceranno i lavori tra 4 mesi.
Se non si farà nulla per proteggere i resti del tempio di Zeus, passeremo alla storia per aver effettuato uno scempio. Ciò sarebbe una contraddizione dato che ai nostri giorni tutti critichiamo gli scempi passati.
L’impianto dovrebbe sorgere ai piedi della Casa Natale di Luigi Pirandello.
Il Parco letterario di Pirandello comprende anche la costa e non si capisce come la Soprintendenza abbia potuto dare parere positivo al rigassificatore. A 1 km si trova il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei templi sito UNESCO, ma l’UNESCO non ha mosso un dito per contrastare il progetto. Alcune associazioni locali tra cui L’Associazione Salviamo la Valle dei Templi di cui faccio parte hanno fatto ricorso al TAR, alla Commissione Europea e hanno chiesto all’UNESCO di inserire la Valle dei templi nella Danger List dell’UNESCO.
Giovanna Lombardo
