Lo scempio del castello di Montechiaro (AG)
Da un articolo della redazione di “Monumento-documento”.

Il Castello di Montechiaro (AG)


(altre fotografie dello scempio le trovate a questo indirizzo )http://www.unipa.it/monumentodocumento/pericolo/montechiaro/montechiaro1.html
Alla redazione di Monumento-Documento sono giunte allarmanti notizie in merito agli interventi di recente portati a compimento nel castello di Montechiaro, con gravi danni inferti al noto monumento. Decidiamo dunque di dedicare ampio spazio alla diffusione di notizie in merito alle recenti vicende del Castello sito nel Comune di Palma di Montechiaro.
Il castello, fondato nel XIV secolo, è tra i beni della famiglia Chiaramonte fino al 1391. In seguito alla confisca di re Martino I, dopo alcuni passaggi di proprietà, perviene a Giovanni Caro che nel 1433 riceve la licentia populandi per il centro abitato di Palma nella baronia di Montechiaro. Nel 1614 Ferdinando Tomasi si investe della baronia di Montechiaro, prende possesso del castello e lo trasmette in successione agli eredi.
Il complesso fortificato presenta un impianto planimetrico articolato, con corte e torre maestra, che si adatta all’orografia del costone roccioso in prossimità del mare. Il castello di Montechiaro è considerato uno degli esempi più tipici dei castelli trecenteschi della Sicilia e, malgrado l’assenza di funzioni d’uso, si è conservato integralmente nella sua autenticità fino al 2000.
Gli interventi svolti confermano che l’antico castello è rimasto vittima di pesanti operazioni di ripristino, condotte in violazione della Carta Italiana del Restauro 1972 e senza alcun riferimento alla cultura del restauro. Il castello appare trasfigurato a causa del rifacimento delle pavimentazioni, dell’alterazione delle aperture, del rivestimento degli antichi paramenti murari con intonaco, delle nuove scale e dei danni provocati per l’inserimento di impianti.
Marco La Franca
lafrancamarco@gmail.com